Il Piano di Zona presentato all’Università di Varsavia

Inserito il 12 luglio 2010 |

Il Piano di Zona della Valle d’Aosta 2009/2011, quale esperienza di successo in ambito di programmazione sociale a livello locale, è stato ufficialmente presentato nei giorni scorsi all’Università di Varsavia – Uniwersytet Warszawski, dal Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta – CELVA e dall’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste.

Il Piano di Zona della Valle d’Aosta 2009/2011 è un progetto nato per favorire il riordino, il potenziamento e la messa in rete di interventi e opportunità tra tutte le risorse sociali e sanitarie esistenti ed operanti nel territorio. Il percorso di costruzione di questo strumento di programmazione e progettazione locale dei servizi alla persona, previsto dalla normativa nazionale e regionale è stato presentato da Claudia Casali (responsabile dell’Area sviluppo sociale e culturale del Celva) ai corsisti del ‘Master in Management delle politiche sociali’ dell’ateneo polacco, nell’ambito di un seminario internazionale sui modelli di welfare dell’Europa orientale e occidentale tenuto da Anna Merlo (docente di economia solidale e gestione aziende non profit presso la Facoltà di Scienze dell’economia e della gestione aziendale dell’Università della Valle d’Aosta) e da Ewa Les, professore presso la Facoltà di Giornalismo e scienze politiche dell’Università di Varsavia.

Spiegano Claudia Casali e Anna Merlo: “ll seminario ‘Terzo settore e modelli di Welfare in Italia’ è tradizionalmente rivolto ai dirigenti della pubblica amministrazione polacca. Ogni edizione prevede un focus internazionale: quest’anno, concentrandosi sulla realtà italiana, si è riflettuto sull’analisi dei bisogni della comunità. La Polonia sta infatti attraversando un periodo di grande cambiamento e di evoluzione nel campo delle politiche sociali. C’è molto interesse per quello che sta accadendo in Europa e in Italia, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra pubblica amministrazione e terzo settore, che in Italia è particolarmente sviluppato e proficuo”. In particolare, aggiungono, “l’esperienza valdostana del Piano di Zona è considerata molto innovativa e giudicata interessante per il metodo di costruzione partecipativo con la quale è stata progettata”.

Dopo la sigla dell’accordo di programma per l’adozione del Piano di Zona della Valle d’Aosta 2009/2011 del marzo scorso, il progetto di programmazione socio-sanitaria prosegue la sua azione sul territorio regionale. Attualmente, sotto il coordinamento di un Ufficio di Piano, si stanno riattivando i gruppi tecnici di programmazione locale e di programmazione regionale. Il Piano di Zona della Valle d’Aosta prevede infatti l’impegno dei 74 Comuni e delle 8 Comunità montane, della Regione, dell’Azienda Usl, dei rappresentanti della cooperazione sociale, del mondo del volontariato e delle organizzazioni sindacali.